mercoledì 12 dicembre 2007

Taser Gun. Finalmente l’Italia indaga sulla morte di Castagnetta in Canada

Non deve essere piaciuta al governo canadese la convocazione fatta dalla Farnesina all’ambasciatore di quel paese per essere sentito sulla morte dell’italiano Claudio Castagnetta morto il 23 settembre in Canada dopo un trattamento al taser da parte della polizia. Il silenzio delle autorità canadesi era assordante anche dopo l’intervento dell’ ex ministro dell’Immigrazione Joe Volpe e l’insabbiamento era totale. Le polizie nordamericane non sono nuove a questi abusi come abbiamo documentato in un altro post. Qui la vittima era stata uno studente che aveva fatto una domanda scomoda a John Kerry, mentre un’altra ripresa mostrava una violenza gratuita su un automobilista. Ma il Canada è sotto inchiesta anche per un’altra morte dopo l’uso ed abuso di taser sul polacco Dziekanski a Vancouver.



Come documenta Punto informatico sta ora avvenendo una escalation di queste armi elettriche che sparano -indiscriminatamente e ad libitum del poliziotto più ignorante- (vedi intervista) dardi o , adesso, proiettili in grado di dare una scossa da 50.000 volts. Uso indiscriminato fatale per chi si trovi in determinate condizioni di patologie incompatibili a simili trattamenti. L’industria sta sbizzarrendosi su queste armi e ne progetta e produce del tipo “a fucile”, “pistola” e disco volante. Certamente un inno ai diritti umani da parte degli esportatori di democrazia. E ci si divertono pure

sabato 8 dicembre 2007

venerdì 7 dicembre 2007

Una risposta ad una blogger




Di per sè , non apparendovi pubblicità, sembra fatto per la visione solamente, ma oltre che I culetti mostra degli occhi bellissimi, dedicato a Francesca ed alle sue osservazioni

martedì 4 dicembre 2007

domenica 11 novembre 2007

HUGO CHAVEZ FA INFURIARE RE JUAN CARLOS DI SPAGNA

Battibecco fuori programma fra il re ed il presidente contadino

Servizio di Silvia Testa per la 7

lunedì 5 novembre 2007

Italia impazzita fra romeni, rom, inutili sgarbi e apprestamenti di guerra

"Mia figlia Lalla è nata in Sardegna a Perdasdefogu il 7 gennaio 1943, perché eravamo lì in un campo di concentramento". Quella di Rosa Raidic (Lacio Drom n.2/3, 1984) è una delle rarissime voci di zingari testimoni della seconda guerra mondiale, una delle poche testimonianze che riguardano l'internamento in Italia, sotto la dittatura fascista, di un popolo sempre perseguitato e, anche per questo, ignorato e dimenticato dalla memoria e dalla storia delle dittature nazifasciste”.

E’ l’ inizio del racconto di una persecuzione italiana che pensavamo destinata all’oblio, che è radicata nelle coscienze, ma – irrisolta - si riaffaccia dopo settanta anni con le stesse forme della persecuzione razzista. Un delitto, orrendo ed esecrabile, costituisce la miccia – nonostante le raccomandazioni dei parenti della vittima – per scatenare un’odio recondito, ma radicato nelle folle, che raggiunge la persecuzione “in quanto si è diversi”. Inseguendo i peggiori umori della destra nel vano tentativo di acquistare una credibilità perduta, un governo di centrosinistra la supera con un decreto d’urgenza che il Capo dello stato firma immediatamente (come rimpiango Pertini) mentre sua sarebbe stata la doverosa azione di calmare le acque. I provvedimenti collettivi o le porcate proposte da Fini hanno suscitato clamore e sdegno non solo nella incolpevole Romania, ma nella UE dentro la Commissione Europea. Un decreto attribuisce ad un ente amministrativo provvedimenti inerenti la libertà personale senza intervento della Magistratura. Non ci risulta che la Costituzione preveda i Prefetti fra i giudici naturali e pensiamo che il decreto sia un bluff accontenta-popolo per due semplici motivi: i trenta giorni prima dell’espulsione “de facto” e la possibilità del ricorso alla magistratura, quella vera.

Puerile, ridicolo e maleducato il comportamento di Berlusconi, Fini e Casini (finalmente sposo in Caltagirone) durante il convegno CISL. Prima che intervenisse il presidente Prodi si sono – vistosamente - alzati e sono andati via. Protesta? No, comportamento infantile di chi non ha digerito, dopo 17 mesi, la sconfitta.

Preoccupante invece il comportamento di Napolitano. Il nostro Presidente non ci è piaciuto per niente. Da comunista non avrebbe detto ciò che ha detto. Ma si sa, si cambia col tempo, alla Ferrara. Quel suo “volemose bene” per “difendere l’Europa anche oltre i confini” puzza molto di bushismo. Signor Presidente, l’Italia non ha 400 miliardi di dollari da investire per esportare la democrazia.

E, come al solito, ricorriamo a Grillo per avere documenti sullo stato dell'arte

venerdì 2 novembre 2007

Il legno illegale. I pigmei contro la World Bank

“Il commercio di legno illegale, o coinvolto nel traffico illegale di armi, rappresenta solo la punta dell’iceberg del più generale fenomeno della deforestazione. Di fatto il legno illegale, oltre ad essere sinonimo di pratiche di gestione forestale prive di responsabilità, è divenuto un vero e proprio motore della distruzione delle foreste. Difatti, mentre le attività illegali distruggono preziosi ecosistemi, l’immissione sul mercato di stock di legname a basso prezzo crea un effetto di dumping che rende economicamente non realizzabile uno sfruttamento sostenibile delle foreste”

Nonostante le campagne portate avanti da molte associazioni (vedi Greenpeace – versione htlm) continua la deforestazione selvaggia del Congo dopo il termine della guerra civile. Con la “scusa” della ricostruzione, la banca mondiale ha puntato sulla commercializzazione del legname affidando alle multinazionali 600.000 (seicentomila) chilometri quadrati di foresta che è il secondo bacino al mondo in quanto a risorse forestali. Un impatto spaventoso sul piano del clima e dell’ecositema. Il frastuono dei mezzi e delle pesanti seghe a motore (che distruggono materialmente la foresta) allontanano dalle zone interessate gli animali che costituiscono il principale alimento dei Pigmei. Ora una delegazione di dodici tribù si è recata negli U.S.A. per cercare di negoziare con la World Bank condizioni meno devastanti.(vedi i rapporti in www.greenpeace.it/camp/foreste/illegale.pdf ed anche in www.greenpeace.it/archivio/foreste/africa.pdf .

lunedì 29 ottobre 2007

Scontro fra poteri forti : Federfarma stoppa Ratzinger

"L'obiezione di coscienza - ha detto il pontefice - è un diritto che deve essere riconosciuto alla vostra professione permettendovi di non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo le scelte chiaramente immorali, come per esempio l'aborto e l'eutanasia". Nuovo pesante intervento del Papa che parla, senza nominarla della pillola del giorno dopo. Il discorso diretto ai farmacisti cattolici subito stoppato dal presidente di Federfarma : "E' un obbligo per i farmacisti, così come previsto dalla legge, garantire ai cittadini di trovare in farmacia i medicinali prescritti dal medico". Come a dire "Parla di etica quanto vuoi, ma lasciaci fare i nostri affari".

domenica 28 ottobre 2007

La blogosfera e il piacere delle cose belle: Randy Pausch

L’ultima lezione di Randy Pausch


E’ quasi un mese che si diffonde dentro la “blogosfera” la notizia dell’ ultima lezione di Randy Pausch. Qualcuno la appunto definita “la lezione che non finirà mai”. Il Professor Pausch ha da tre a sei mesi di vita (drammaticamente ridotti nel frattempo per cancro al fegato) ed invece di ritirarsi nel suo dolore e ne avrebbe avuto ogni diritto, ha voluto tenere la sua ultima lezione. Mi sembrava superfluo, per quanto la notizia circola sul web, riprenderla con un atto di pappagallismo. Ma non è così. La blogosfera è immensa, irraggiungibile nei confini e accade molto e troppo spesso che una enorme quantità di persone non raggiunga (e sarebbe d’altro canto impossibile) tutte le notizie e prima di ogni cosa le notizie degne di essere conosciute, diffuse e tramandate. Per questo riprendo da questo blog il filmato di Youtube con le ottime notizie contenute ed approfitto della traduzione italiana che trovato sul blog di Alessandro Gilioli. Esistono , sull’argomento, varie versioni filmate che vanno sotto il titolo “The last lecture of Randy Pausch”, in più spezzoni dei quali vi presento il primo oltre alla citata traduzione di Gilioli.





le altre lezioni sono qui

Amori,poesie,arte,chat virtuali by Hanna: Non si può vivere che da come si é /skype storie

Amori,poesie,arte,chat virtuali by Hanna: Non si può vivere che da come si é /skype storie

venerdì 26 ottobre 2007

Difetto di giurisdizione e rinuncia alla sovranità nazionale

Ennesimo esempio di quanto siamo succubi, psicologicamente, direttamente ed indirettamente, ai dictat della Casa Bianca. L’omicidio Calipari, funzionario dello Stato morto nell’adempimento del dovere e decorato di medaglia d’oro (che la vedova giustamente si accinge a restituire per la pagliacciata presente) per essersi sacrificato al fine di salvare la vittima di un rapimento, Giuliana Sgrena, è un omicidio comune. Come quello di un contadino ammazzato dal vicino per fatti di confine. Non l’agente dello Stato inviato per reagire ad un rapimento politico per costringere il Governo a mutare la propria politica estera, ma una comune vittima della strada. Così ha suggerito la Casa Bianca per non lordarsi con l’ azione criminale di Lozzano e dei suoi mandanti. Così hanno eseguito i magistrati italiani. Dalla stampa che cita i trattati leggiamo: « che il governo di centrodestra, nell’aderire alla missione in Iraq, avrebbe sottoscritto nero su bianco un impegno a passare sopra a eventuali delitti compiuti dai soldati nostri alleati ». E qui la ragione del difetto di giurisdizione che invece esiste per fatti compiuti all’estero su un cittadino italiano. Berlusconi, nella sua folle volontà di compiacere Bush e sedersi al tavolo delle trattative (ricordiamo qualcun altro con le stesse velleità) per avere più petrolio, magari, ha rinunciato alla sovranità nazionale e partecipato a quell’odiosa commissione che assolse subito Lozzano e della quale volevano farci credere di essere complici attribuendo a Calipari la responsabilità della propria morte.

mercoledì 24 ottobre 2007

LIBERE ASSOCIAZIONI , ma vale ancora il “principio di Peter” ?

L’enunciazione del principio è il seguente:

« In una gerarchia ogni membro tende a raggiungere il proprio livello di incompetenza.
Corollari
1. Col tempo, ogni posizione tende a essere occupata da un membro che e' incompetente a svolgere quel lavoro.

2. Il lavoro viene svolto da quei membri che non hanno ancora raggiunto il proprio livello di incompetenza».

Questo paradosso è servito molte volte per attaccare il sistema della meritocrazia da parte di coloro che la vogliono rendere inattuale. In effetti che il principio abbia una sua logica è palese ed anche ineluttabile se consideriamo una “carriera” che si svolga all’interno di un’associazione considerata per livelli. In un’associazione chiusa a piramide, ma che sia a sua volta chiusa in una piramide più grande che contenga tutte le piramidi del livello della prima può accadere che uno dei soci partendo dal livello x raggiunga – all’interno della prima piramide – il livello x n-1 che è il massimo nella propria piramide considerato il top del suo progresso di carriera. In quella fase può (attenzione perché non è detto che lo raggiunga) essere al massimo della propria preparazione per il livello in cui ha agito (a xn diventa incompetente). Già per il successivo grado x n non sarà all’altezza (livello di incompetenza). Ma questo non significa che la sua incompetenza sia assoluta. Solo che sarà incompetente ad una pari funzione del livello della piramide successiva dove il massimo è y n-1 , ma adatto al livello di competenza y di quella piramide. E’ questo il percorso effettivo delle carriere meritocratiche aperte dove il livello della propria incompetenza può dispiegarsi – in competenza eccezionale - attraverso tutti i livelli dell’associazione nella quale, una volta diventato capo, non varrà più il principio di Peter, ma quello stabilito dal Capo che potrà essere defenestrato solo da un evento eccezionale. (Nessun capo ammetterà la validità del principio di Peter per se stesso e di qui la necessità del disarcionamento traumatico).

Sono accettabili invece i corollari in quanto riguardano sistemi chiusi: ognuna delle piramidi e per ciascun livello . Questo accade dove si verifica, per anzianità, una sovrabbondanza di posizioni direttive dove si distribuiranno tutte le x n-m competenze che risulteranno, per la maggior parte, occupate da soci incompetenti.

Ma il problema di un’Associazione non è questo. Il problema è costituito dal fatto che non si applica il “criterio della meritocrazia” per cui fu coniato il Principio di Peter.

E’ chiaro che se il livello di incompetenza è originario (cioè il posto di livello xn vine assegnato al socio di competenza x –n ) l’Associazione non potrà funzionare o lo farà secondo livelli di inefficienza esponenziale. Dando ragione ad una più realistica esposizione del detto principio: Incompetenza più incompetenza uguale incompetenza.

Considerazioni che a me frutteranno l’applicazione del: Motto di Jones “Gli amici vanno e vengono, i nemici si accumulano”.

giovedì 18 ottobre 2007

MANIFESTAZIONE NAZIONALE Contro la violenza sulle donne

Leggi e sottoscrivi l'appello


MANIFESTAZIONE NAZIONALE

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Care amiche,

è necessario e urgente organizzare quanto prima una manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne.

La vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse. Il femminicidio per ‘amore’ di padri, fidanzati o ex mariti è una vergogna senza fine che continua a passare come devianza di singoli. Il tema continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura, avallando la tesi che si tratti di qualcosa di ineluttabile, mentre stiamo assistendo impotenti ad un grave arretramento culturale, rafforzato da una mercificazione senza precedenti del corpo delle donne. continua